Brescia,
Desiderio e i Longobardi
Il monastero di S. Salvatore e Santa Giulia
Il Museo
Itinerari di Brescia, Musei, Chiese, Luoghi e Monumenti
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Informazioni |
La visita inizia
dai sotterranei del monastero, un tempo destinati a cantine e depositi,
ove si ripercorre la storia del popolamento del territorio bresciano dai
primi insediamenti dell’età del Rame sino alla romanizzazione. I
materiali più antichi, provenienti dalle aree meridionali della città,
risalgono al terzo millennio a.C. e testimoniano il momento in cui l’uomo
acquisisce padronanza nella produzione agricola e artigianale.
L’età romana è documentata in tutti i suoi aspetti, sia pubblici
che privati. All’epoca di Vespasiano Brescia fu dotata di un centro
monumentale che attorno al foro organizzava Capitolium, basilica e teatro.
Plastici, stazioni informatiche e reperti archeologici monumentali
consentono ipotesi ricostruttive degli edifici che dovevano contenere i
grandi bronzi del museo, fra cui si segnalano la Vittoria Alata e i
ritratti dorati di imperatori romani. Accanto ai monumenti pubblici sono
presentate le domus private con il loro corredo di affreschi, mosaici, fra
cui spiccano quelli provenienti dalla ricca residenza di San Rocchino, e
suppellettili di vita quotidiana. Rendono unica la sezione i resti della
casa rinvenuta nell’Ortaglia del monastero di cui è in corso il
restauro per il suo inserimento nel percorso museale.
L’arrivo in territorio bresciano delle popolazioni di origine
germanica, Goti, Longobardi, Carolingi segna il
passaggio dall’arte tardo antica a quella
alto medievale. Il paesaggio urbano
ne risulta profondamente modificato
con l’abbandono degli edifici
monumentali romani, la costruzione di
modesti edifici in legno e fango, la riduzione a coltura
di ampi settori urbani. In questo periodo si realizza
la fondazione del monastero di San Salvatore che in breve assunse un
importante ruolo religioso, politico ed economico e che segna la graduale
ripresa della vita civile.
L’epoca medievale si apre con le testimonianze legate al periodo
comunale, costituite soprattutto da reperti che provengono da edifici
scomparsi. Si segnalano gli affreschi dal Broletto, il marmoreo San
Faustino a cavallo da Porta Pile, la statua - fontana di Berardo Maggi dal
convento di San Barnaba. La visita prosegue nella chiesa di San Salvatore
e nell’antico refettorio quattrocentesco, vasto ambiente diviso in due
navate da poderose colonne, ove sono presentati materiali provenienti da
monumenti della città che ci accompagnano dallo stile tardo gotico al
pieno Rinascimento. Il percorso museale continua al piano superiore ove si
trovano le due sezioni dedicate alle arti applicate, qui opportunamente
raggruppate secondo modelli abitativi o gusti collezionistici.
Significativa è la ricomposizione dello splendido ciclo di affreschi
realizzati dal giovane Moretto per la dimora del Vescovo Mattia Ugoni.
Fulcro della sezione successiva è l’edificio di Santa Maria in
Solario, ove sono esposti i capolavori provenienti dal tesoro del
monastero: la Lipsanoteca in avorio e la croce lignea di Desiderio
rivestita di metalli preziosi e rarissimi cammei.
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