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Tappe della devozione lungo il corso del Chiese

La nascita dei santuari, come il Visello a Preseglie o le Cornelle a Provaglio, è di solito legata ad apparizioni o eventi miracolosi - Il Museo archeologico di Gavardo conserva lo scheletro dell’orso delle caverne

SABBIO CHIESE, come gli altri villaggi lungo la Valle Sabbia, si dotò ai tempi delle invasioni degli Ungari di una Rocca, posta su uno sperone calcareo che domina il paese
A Sabbio merita una sosta anche la parrocchiale di San Michele (sec.XV-XVI), in stile romanico-gotico. Ha la facciata a capanna con rosone e l’interno è scandito da quattro archi fortemente acuti.
Lungo la statale 237 che porta a Brescia, poco dopo l’abitato di Odolo una deviazione a destra porta (km 1,5), nel territorio di AGNOSINE, alla chiesetta di San Lino, di origini antecedenti al sec.XIV, a pianta circolare, più volte restaurata e ampliata. Notevoli, oltre ad alcuni affreschi esterni del sec.XVI, due affreschi ex voto all’interno, che ricordano grazie ricevute dalla popolazione.
Proseguendo, si supera l’abitato di Agnosine e si raggiunge BIONE, la cui parrocchiale della Pieve era, quando fu costruita nei sec.XVI-XVII con blocchi di pietra trascinati dalle cave di Val d’Aspino, la chiesa più grande della Val Sabbia. Contiene intagli dei Boscaì.
Una scultura di legno di origine misteriosa è conservata a PRESEGLIE nella parrocchiale settecentesca dei Santi Pietro e Paolo. Si tratta di una Madonna morta di raffinato gusto orientale, tanto da far collocare la sua origine in qualche area del Mediterraneo controllato da Venezia. La statua, conservata in un’urna di vetro, costituisce un soggetto assai raro nell’Italia settentrionale e proviene dal santuario della Madonna di Visello (sec.XVI), così come gli Apostoli, che sono invece di mano locale (dubbia l’attribuzione ai Boscaì) e che sono attualmente in restauro.
A BARGHE merita una sosta la parrocchiale di San Giorgio, rifatta alla fine del sec.XVI con l’aggiunta, nel Settecento, di coro e presbiterio. I quattro altari laterali in legno sono opera dei Boscaì.
Da Barghe, attraversando la statale e imboccando la strada di fronte, si raggiunge PROVAGLIO VAL SABBIA, per visitare il santuario della Madonna delle Cornelle, sorto nel luogo dove nel sec.XVII alcuni ragazzi trovarono un rilievo della Vergine miracolosamente abbagliante. Sotto il portico è affrescato un ex-voto per lo scampato pericolo durante la guerra di successione spagnola (inizio del sec.XVIII).
Scendendo lungo il fiume Chiese, a VOBARNO lo vediamo scavalcato da un bel ponte di pietra della fine del Cinquecento, in puro stile veneziano, ad una sola arcata ribassata. La parrocchiale di Santa Maria Assunta, costruita nel sec.XVIII al posto della pieve trecentesca, ha murate nella base della facciata alcune lapidi romane.
Il colle di ROÈ VOLCIANO sul quale sorge la parrocchiale di San Pietro in Vincoli, edificata a partire dal sec.XVI, era considerato sacro fin dai tempi pagani e vi sono stati trovati resti di una necropoli cristiana e della precedente basilica.
GAVARDO fu sede, fin da prima dell’anno Mille, di un grande feudo del vescovo di Brescia. Accanto alla chiesa la Casa del Vescovo, bell’edificio quattrocentesco in piazzetta San Bernardino, è ora sede del Museo civico archeologico della valle Sabbia ; in una sala, detta "stanza del vescovo" e decorata da un affresco di fine Cinquecento, sono esposte 19 tavolette lignee dipinte appartenenti al soffitto della sala attigua: rappresentano allegorie di vizi e virtù e stemmi vescovili.
A Gavardo visitare anche, all’ingresso sud del paese, la chiesa di San Rocco (fine del sec.XV), che contiene affreschi ex-voto dei sec.XV-XVI e un Crocifisso ligneo. Per le chiavi rivolgersi alla casa sul ponte della vicina piazza Fanti.
Particolarmente ben conservato il lato che dà su via Capoborgo di Casa Alberghini (oggi Massolini), del ’400, con belle finestre gotiche dalle cornici in cotto.

IL LATTE CHE GUARIVA

Il santuario della Madonna del Visello ad Agnosine è di solito chiuso. La visita trova pretesto nella suggestiva stradina (km 2,5) che lo raggiunge dalla frazione Gazzane, costeggiando un torrentello all’ombra di una vegetazione lussureggiante. la chiesa fu costruita dopo l’apparizione della Vergine al contadino De Dossi (1522 circa), al quale fu ordinato di mungere una giovenca di sei mesi per darne agli infermi il latte miracoloso.

L’unico castello superstite della Valle Sabbia

La Rocca di Sabbio (sec.X) è l’unica sopravvissuta dell’antico sistema difensivo valsabbino. Nella prima metà del sec.XVI fu trasformata in oratorio, con due chiese sovrapposte che conservano la struttura del castello: quella superiore, dalla lunga navata, ha il soffitto di travi con mattoni variamente decorati (1527) e all’estremità meridionale presenta feritoie e caditoie. Alcuni affreschi votivi cinquecenteschi decorano le pareti. Nel 1588 il papa sconsacrò la chiesa perché l’edificio tornasse a proteggere gli abitanti: fu riconsacrata nel 1645. All’esterno un porticato settecentesco con colonne di marmo. Il complesso difensivo è perfettamente conservato, con tre cinte di mura: vi si accede dalla piazzetta sottostante salendo 107 gradini di granito. Dopo la prima porta s’incontra la chiesetta di San Nicola da Tolentino, al cui interno è allestito il Museo della civiltà contadina. È necessario prenotare in Comune, telefonando allo 0365/85119, la visita alla Rocca (Parrocchia, tel. 0365/85168) e al Museo (curatore Enrico Morelli, tel. 0365/85127).

Lo scheletro dell’orso delle caverne

Il Museo archeologico di Gavardo, fondato nel 1956 dopo il ritrovamento in una grotta vicina di uno scheletro di Ursus Spelaeus, conserva fossili rinvenuti nelle valli Sabbia e Trompia e sul Garda. Nella sezione preistorica un pugnale di selce di 6000 anni fa, punte di frecce, vasi "campaniformi". Una sala è dedicata agli scavi in zona Lucone, a Polpenazze: molti resti dell’Età del Bronzo (II millennio a.C.) e una piroga.
Lugone si chiama invece la necropoli romana (I-IV sec.d.C.) in territorio di Salò dalla quale vengono i corredi funerari esposti in una sala: il pezzo più importante è un vaso-borraccia figurato che ha in rilievo su un lato l’Apoteosi indiana di Bacco, sull’altro Ercole uccide Laomedonte. Si tratta di un "unicum" al mondo, in condizioni perfette: frammenti analoghi sono conservati a New York, al Cairo e a Saint Germain (Francia).
Aperto lunedì, mercoledì, giovedì ore 9-12, sabato ore 9-12 e 14-17. Per visite guidate prenotare telefonando allo 0365/371474.


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