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SS. Faustino e Giovita

La fiera più grande ed animata di Brescia è quella che si tiene il 15 febbraio, festa dei SS. Faustino e Giovita, patroni della città, ai quali sono attribuiti numerosi fatti miracolosi (fra cui anche la liberazione di Brescia dall’assedio delle truppe viscontee). Centinaia di bancarelle invadono da mattina a sera in un’allegra kermesse le strade attorno alla chiesa dedicata ai Santi e il centro storico della città.

La Santa Crus di Cerveno

Si festeggia ogni dieci anni, alla metà di maggio, a Cerveno in Valcamonica. E’ una delle poche Sacre Rappresentazioni della Via Crucis ancora rimaste nella cultura religiosa bresciana e costituisce non solo un avvenimento di grande interesse folkloristico, ma anche una viva testimonianza di religiosità popolare. La scadenza decennale è giustificata dal grande impegno per l’allestimento, che coinvolge interamente il piccolo paese (circa 600 persone). Il rito è strettamente legato alla presenza a Cerveno del Santuario della Via Crucis (vedi "Valcamonica"), alle cui sculture si ispirano i costumi e le situazioni sceniche della Sacra Rappresentazione, che sfila per le vie del paese, coinvolgendo la folla in processione.

La Festa di S. Croce di Monte Isola

La Festa di S. Croce, fra le più spettacolari della provincia per la grandiosità degli apparati, si celebra ogni cinque anni in settembre a Carzano, un piccolo paese su Monte Isola. Il percorso della processione è segnato da circa quattrocento archi di rami di abete, addobbati con fiori di carta così accuratamente confezionati da sembrare veri: al termine, vengono benedette le barche dei pescatori.

Il Carnevale di Bagolino

Si festeggia il lunedì e il martedì che precedono le "Ceneri". E’ una delle feste tradizionali popolari più caratteristiche dell’Italia settentrionale ed è particolarmente coinvolgente per le musiche, i canti e le danze che animano le stradine dell’antico borgo dall’alba al tramonto, seguendo un rituale rimasto immutato nei secoli. Tipici i costumi del "Carnevale bagòs": i ballerini e i suonatori, ad esempio, li hanno neri, con un grande copricapo di velluto rosso su cui sono cuciti i gioielli di famiglia, decorato con nastri mentre gli altri indossano le antiche vesti contadine con lunghe gonne, ampi pantaloni e scialli tessuti a mano e calzano zoccoli di legno: il volto è coperto perché (come era nell’originario spirito del Carnevale, momento di trasgressione, legato ai riti della rinascita della terra e della vita) non si devono riconoscere né i lineamenti né il sesso delle persone.

I fuochi d’artificio

D’estate, in numerose località del bresciano, si possono ammirare spettacoli pirotecnici, di solito organizzati in concomitanza con le feste patronali e nel periodo di Ferragosto. Fra i più spettacolari, quelli sui laghi con i fuochi che si riflettono sulle acque. Sul Garda tradizionali sono i fuochi d’artificio di S. Ercolano a Maderno e quelli di Limone, Salò e Sirmione.


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